L’evoluzione della difesa fitosanitaria


La difesa fitosanitaria è un fattore importante e delicato per l’impatto che essa può avere sull’ambiente. Negli ultimi decenni la difesa fitosanitaria ha conosciuto un’ampia evoluzione, nelle strategie e nei prodotti, che è andata di pari passo con la crescente esigenza di salvaguardare l’ambiente e gli operatori. Sino agli anni ‘50, infatti, la difesa fitosanitaria si è affidata esclusivamente a sostanze di derivazione minerale (es. zolfo e rame contro oidio e peronospora della vite) e vegetale (solfato di nicotina verso alcuni insetti, ecc.).

Dagli anni ’50, con l’avvento degli antiparassitari di sintesi, inizia una nuova era, caratterizzata da un utilizzo indiscriminato dei prodotti fitosanitari attraverso la cosiddetta lotta a calendario, cioè un tipo di difesa preventiva che mira a ottenere la distruzione degli organismi nocivi secondo fasi fenologiche e tempi prestabiliti, senza tenere conto dell’effettiva presenza del parassita né dei potenziali rischi di danno, puntando a massimizzare le rese produttive. L’uso indifferenziato di antiparassitari, però, porta a turbative ambientali (inquinamento, scomparsa di specie utili, resistenze dei parassiti a molecole di largo impiego) e rischi di tipo igienico-sanitario (intossicazione acuta e cronica per gli operatori agricoli).

Dalla fine degli anni ’70, conoscenze scientifiche più approfondite (biologiche e chimiche) cambiano l’approccio alla difesa. Dalla tendenza a eliminare completamente i parassiti si passa così alla loro gestione attraverso la difesa guidata che, con l’introduzione del concetto di soglia di intervento, prevede l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari solo quando il livello di danno previsto superi il costo del trattamento. Questo metodo si realizza anche con l’ausilio di servizi di avvertimento, di tecnici e di bollettini informativi e i prodotti fitosanitari sono scelti tenendo conto degli effetti secondari sull’uomo e sull’ambiente.

Nel frattempo si acquisiscono nuove conoscenze in materia di protezione delle colture e si assiste alla nascita di famiglie chimiche più evolute sotto il profilo tossicologico e più selettive dal punto di vista ecologico (rispetto degli organismi ausiliari). È l’approdo alla difesa integrata, che si affida non solo alla difesa chimica ma punta a combinare le altre tecniche (agronomiche, fisiche, biologiche, biotecnologiche, genetiche) in grado di contrastare o contenere lo sviluppo dei parassiti. Essa razionalizza ancor più l’uso dei prodotti fitosanitari e pone le basi per quella che oggi viene più comunemente definita agricoltura sostenibile o eco-compatibile, che considera l’azienda agraria come un sistema ecologico (agroecosistema) che si realizza interferendo il meno possibile con gli equilibri naturali (biodiversità). Essa comprende naturalmente anche l’agricoltura biologica, i cui metodi di difesa si differenziano dai precedenti per l’uso esclusivo di antagonisti naturali e prodotti di derivazione naturale, senza il ricorso alla chimica di sintesi.

A.R.S.S.A.

Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo in Abruzzo